LE STAGIONI … ATTRAVERSO I LIBRI

Nell’ultima parte dell’anno, con la mia prima, abbiamo rivisto le 4 stagioni di cui avevamo parlato durante tutto l’anno, attraverso alcuni libri.

Eccoli, sperando che possano essere utili ad altri…

PS. Per chi, come me, abita a Cremona, sono tutti reperibili presso la biccola biblioteca

  • Titolo: Il girotondo delle stagioni
  • Autore: Béatrice Fontanel
  • Editore: L’Ippocampo
  • Data di Pubblicazione: 2006

Un libro da vedere e da farsi raccontare… al ritmo delle stagioni. La storia del balanino che depone l’uovo in una ghianda, del cuculo pigrone, dei topi quercini così ghiotti di bacche: storie vere, a colori, per scoprire quello che capita nel bosco e nel prato accanto. Il tutto raccontato attraverso testi (+8) ma soprattutto attraverso grandi fotografie meravigliose.

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  • Titolo: L’ albero
  • Autori: Gaia Volpicelli, Armhel Mona Lazard
  • Editore: Arka
  • Collana: Quattro stagioni
  • Data di Pubblicazione: Marzo 1994

Per le piccole dimensioni si presta di più alla lettura individuale. I disegni semplici e chiari mostrano, attraverso una semplice storia, i cambiamenti stagionali.

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  • Titolo: L’ albero di mele
  • Autore: Catarina Kruusval
  • Editore: Il Castoro
  • Data di Pubblicazione: Gennaio 2008

Nel giardino di Marta c’è un grande albero di mele. Ogni anno regala intere cassette di frutti ed è il posto preferito per i giochi di Marta e del suo amico Martino. Ma un autunno una bufera spezza il tronco e lo abbatte. La mamma comprerà un alberello nuovo, ma proprio piccolo e così diverso dal grande albero di mele! Ma con un po’ di pazienza crescerà e nascerà di nuovo una piccola mela e poi un’altra ancora… Una storia delicata e istruttiva con immagini ricche di particolari. I cambiamenti stagionali fanno da sfondo al racconto ma è la trama a conivolgere i bambini.

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  • Titolo: Le quattro stagioni. Una storia ispirata alle musiche di Antonio Vivaldi. Con CD Audio
  • Autori: Chiara Carminati, Pia Valentinis
  • Editore: Fabbri
  • Data di Pubblicazione: Novembre 2005

Un testo semplice e poetico dalla cadenza carezzevole accompagna il bambino alla scoperta delle stagioni e delle trasformazioni che esse impongono al mondo. Ogni immagine racconta un piccolo mondo, seguendo idealmente i movimenti della celebre opera di Vivaldi. Un altro punto di vista, tra musica e arte, per ripercorrere l’alternarsi delle stagioni.

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FACCIAMO IL FORMAGGIO

Qualche tempo fa, in gita con la mia classe, ho visitato la fattoria didattica Ca’ degli Alemanni di Cremona. E’ stata davvero una giornata interessante e, tra le altre attività, abbiamo anche provato a fare il formaggio.
Anche sul sito www.ilsaporeeilsapere.it ilsaporeeilsapere  nella pagina dei materiali, ho trovato un progetto con le indicazioni su come fare il formaggio… e così oggi, con i miei bimbi e le cuginette Alice e Isabella, ho voluto riprovare l’esperienza.

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Che meraviglia! E, nonostate fosse la prima volta, abbiamo ottenuto un buon risultato.

Ecco il procedimento che abbiamo seguito.

Cosa occorre:

latte intero

caglio (in vendita in farmacia, a Cremona l’ho prenotato alla farmacia vicino all’Ospedale ieri e questa mattina c’era già)

yogur intero naturale

sale

una pentola

una frusta in metallo o un coltello

una o più contenitori forati (va bene anche un piccolo scolapasta o la parte interna di una piccola centrifuga per insalata, o meglio ancora una vera “fuscella”)

Procedimento:

scaldare il latte a circa 40 gradi (io ne ho usati 2 litri)

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togliere dal fuoco e aggiungere il caglio (seguendo le istruzioni e le proporzioni della confezione), mescolare.

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aggiungere un cucchiaio di yogurt e un pizzico di sale

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Lasciare riposare per circa 30 minuti; la cagliata è pronta quando forma uno strato consistente, sul quale premendo il palmo della mano questo non vi affonda dentro ma incontra una certa resistenza, anche la frusta non affonda ma si poggia in superficie.

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con la frusta si rompe la cagliata, lavorandola energicamente fino ad ottenere pezzetti il più piccoli possibile.

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a questo punto si può tirare fuori dalla pentola la cagliata pescandola con la forma o “fruscella”,va pressata bene, quanto più siero verrà fuori, tanto più il formaggio sarà compatto.

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Io, per far giocare i bambini, ho usato bicchierini di palastica forati.

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Il tavolo della cucina alla fine era un lago, anche se avevo preparato vassoi e ciotole per raccogliere il siero e la quantità di formaggio prodotta era pochina … ma è l’esperimento è riuscito.

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Naturalmente lo abbiamo conservato in frigo e mangiato presto… lasciamo agli esperti la stagionatura!